Alimentazione – Ripartire al meglio nel nuovo anno

alimentazione - ripartire nuovo anno
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Ripartire al meglio nel nuovo anno. Da dove? 

Ripartire spesso è sinonimo di grandi cambiamenti, spesso radicali.

La voglia di voltare pagina ci spinge a volte a ricercare soluzioni drastiche per dare un taglio al passato il più velocemente possibile. C’è l’esigenza di una pagina bianca su cui scrivere e che ci faccia sentire nella direzione giusta.

Spesso ci dimentichiamo però che più drastico è il nuovo percorso alimentare più probabilmente non durerà nel tempo. E forse è proprio qui il punto, puntiamo poco al lungo periodo. Diciamolo: è un po’ impopolare. Cerchiamo risultati il più in fretta possibile accettando qualsiasi mezzo per arrivarci.

Sì mai poi? Poi come si mantengono questi risultati? Tutta questa fatica, questo sforzo…saranno serviti nel lungo periodo?

Proviamo a fare un cambiamento di prospettiva al processo questa volta; partiamo dai piccoli cambiamenti, con l’obiettivo di mantenerli nel tempo, con il grande intento di far sì che diventino Abitudini.

E allora si riparte dalle cose semplici che se portate avanti nel tempo fanno la differenza.

Ecco per voi alcuni suggerimenti pratici per migliorare la propria alimentazione (senza stressarsi)

Mai distrarsi con un piatto davanti: perché è importante guardare il cibo che si sta mangiando

Quante volte ci è capitato di mangiare qualcosa e fare altro? Alzi la mano chi non si è mai mangiato un piatto di pasta o altro con tablet/telefono/pc senza realmente rendersi conto di aver finito il pasto?

alimentazione - da dove ripartireAmmettiamolo, spesso il tempo in cui mangiamo lo sfruttiamo per fare altro. Difficilmente osserviamo cosa stiamo realmente buttando giù. La sazietà, tanto cercata quando si parla di perdita di peso, dipende da moltissimi fattori che ruotano non solo alla pancia piena.

Nel cervello, i centri che regolano fame e sazietà risiedono nell’ipotalamo, la struttura posizionata tra i due emisferi. I segnali “ho fame” oppure “sono sazio” arrivano fin qui dagli organi periferici e ci spingono a cercare il cibo, oppure ci fanno smettere di mangiare (Sazietà).

Per ritenerci sazi occorre un coinvolgimento di tutto l’apparato sensoriale: l’olfatto, la vista ed il gusto inviano segnali alla corteccia cerebrale, che elabora gli stimoli ricevuti e trasmette i dati al resto del sistema nervoso e a tutto il tratto gastroenterico. Guardare quello che stiamo mangiando, avere il tempo di sentirne gli odori e apprezzare gli eventuali rumori (croccantezza, ecc) partecipano nell’esperienza sensoriale del sentirsi pieni e quindi nello smettere di mangiare.

Tradotto: non è solo la quantità e la qualità di quello che mangi a determinarne la sazietà.

Prova a rallentare l’esperienza del pasto, prova a non distrarti: ti sazierai prima… Provare per credere.

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